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Emak: our power, your passion
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Emak: our power, your passion

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Emak: our power, your passion

Sono passati dieci anni dal mio primo incarico in Emak.

Avevo un compito importante: realizzare un reportage per restituire, attraverso le mie fotografie, l'immagine di un'azienda moderna, efficiente e a misura d'uomo, dove la qualità del prodotto passa soprattutto attraverso la qualità degli uomini che lo creano. Ho scelto di lavorare con la pellicola in bianco e nero: mi piace pensare che il colore sia nella fantasia di chi guarda.

Dieci anni fa per questo ho viaggiato in ogni settore dell'azienda e ho aperto ogni porta che mi sono trovato davanti, ho percorso tutti i corridoi e salito tutte le scale. Sono arrivato presto la mattina quando, alle prime luci,  entrano i primi operai e sono rientrato tardi con il buio, alla sera, quando escono coloro che non hanno mai finito di aggiungere idee ai prodotti.
Ho scavato con i miei obiettivi i volti delle donne e degli uomini che stanno dietro queste macchine di colore rosso ed arancione e mi sono seduto in mezzo a loro durante le pause.

Mi sono immerso completamente in questo mondo dove fusioni in alluminio e acciai al carbonio dell'ultima generazione, dove plastiche leggere ma resistenti come il ferro, dove bielle e pistoni, vengono trasformati in macchine perfette.
Ho visto le loro mani correre agili sulle tastiere dei computer, afferrare con dolcezza le lame che renderanno più bello il nostro prato. Ho visto i loro volti guardare con soddisfazione un nuovo pezzo da testare e sorridere quando gli strumenti dicono: " è ok".

Tutto comincia con un'idea. Nasce dalla mente delle persone sedute attorno a un tavolo, passa attraverso la mano posata sul mouse dei progettisti, viene "torturata" dai tecnici sperimentali per giorni e notti nelle camere di prova. E infine l'idea arriva sui banconi nelle mani degli operai che, al termine della catena, la chiudono al sicuro nel suo imballaggio di cartone. Tutto questo perchè in qualche parte del mondo si compia l'azione opposta: una persona appoggerà le mani su quell'imballo, accenderà la macchina ed un inevitabile sorriso apparirà sul suo volto.

Mi hanno chiesto di scrivere con la macchina fotografica un nuovo capitolo a dieci anni di distanza. Sono tornato sui miei passi, ho ripercorso vecchi e nuovi corridoi e ho aperto nuove porte: ho trovato un'azienda molto cambiata, più grande, dove si costruiscono molte più macchine, sempre più affidabili e sicure.
Ma il modo di lavorare è sempre lo stesso, sui volti fissi sugli schermi dei computer c'è sempre la stessa determinazione, nei gesti degli operai sempre la solita sicurezza, e quando suona la sirena della pausa ci si mette sempre a sedere sulla panca con un caffè in mano ed il sorriso sul viso di chi ha fatto il suo dovere, semplicemente.

Dall'introduzione di "our power, your passion"  FOTOGRAFIE DI G.M. CODAZZI - Maggio 2007

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